La Pianificazione Territoriale Provinciale alla luce della nuova Legge Regionale sul Governo del Territorio.

Il contesto istituzionale in cui scriviamo è incerto ma la legge Delrio (L. 56/2014) conferma che le Province hanno nella pianificazione territoriale una delle funzioni fondamentali prefigurandone il nuovo ruolo di ente d'area vasta. Ruolo del resto confermato dalla nuova legge regionale Toscana per il governo del territorio LR n. 65/2014 del 10.11.2014.
Del resto le Province, in Italia, con i PTCP hanno fatto la pianificazione d’area vasta degli ultimi venti anni con molteplici esperienze e professionalità ed ora  dobbiamo pensare a cosa fare per migliorare l’efficacia e l’efficienza della pianificazione territoriale  e superare le pianificazioni separate.
E' questo un elemento decisivo per rispondere alle necessità del territorio e delle Comunità Amministrate che hanno bisogno di meno  piani e più politiche, meno  procedure e più scelte, ottenendo così  semplificazione e maggiore efficacia, con conseguente crescita dell’efficienza della pianificazione (compiti, ruoli, tempi e contenuti). In questo ambito l’idea di sviluppo sostenibile del territorio che pervade tutta la legislazione regionale potrebbe portare ad una migliore  qualità della politica  ed alla programmazione integrata della spesa uscendo dai ristretti vicoli dei macrointerventi fuori programmazione.
Il governo dell’area vasta richiede un’interazione dinamica e dialettica tra comuni e provincia, da affrontare attraverso un tavolo di stretta cooperazione dove vengano messe assieme le competenze degli strumenti di pianificazione di entrambe i livelli istituzionali. Oggi ciò può essere facilitato dal ruolo centrale dei Sindaci nel governo della Provincia. In questo modo nel piano territoriale provinciale può essere sviluppata una visione d’insieme, prospettica, sufficientemente distaccata dalla contingenza delle trasformazioni, e dalle pressioni che spesso sono a queste connesse. Allo stesso tempo, gran parte delle indicazioni del piano territoriale per tradursi in azioni cogenti devono prima essere recepite alla scala di maggiore dettaglio della pianificazione comunale/intercomunale, dove risiede la competenza primaria sul governo delle trasformazioni.

La Pianificazione d’area vasta equivale a pianificazione “sovra comunale” e riguarda tutti gli interventi che determinano effetti che travalicano l’ambito comunale.  Le Funzioni “intercomunali”,  sono legate al terreno di collaborazione tra Comuni per svolgere ed ottimizzare le funzioni comunali stesse, terreno di lavoro delle Unioni, pertanto il livello più appropriato alla espressione delle  funzioni “sovracomunali”, riguardanti tutto ciò che in sussidiarietà non può essere attribuito ai Comuni,  secondo il principio di adeguatezza, risulta essere quello intermedio delle nuove Province.
La crisi economica  che abbiamo avuto e  che è tutt’ora in corso, ha provocato una minore capacità di pianificazione, gestione e manutenzione del territorio con conseguenti costi territoriali inestimabili e mai considerati (minori difese dalle calamità naturali, squilibri tra territori congestionati e territori abbandonati), nonché la mancanza di piani di qualità o il loro tradimento attraverso politiche del “caso per caso” o prevalentemente settoriali. Ritengo che il superamento della crisi può avvenire non solo con i tagli di spesa, ma sopratutto attraverso l’avvio di processi di sviluppo economico, a cui i piani territoriali provinciali, concertati con le diverse componenti del territorio, possono dare un contributo sostanziale indicando obiettivi di crescita diffusa nelle piccole e medie città, piuttosto che puntare a pochi, grandi interventi infrastrutturali che interessano parti limitate del territorio ed alle quali va garantito un coerente e sostenibile sviluppo con strumenti di pianificazione dello sviluppo locale.  
La nostra idea di Pianificazione d’area vasta per ottenere un buon governo del territorio parte dall’ espressione delle sostanziali politiche programmatiche a livello regionale (Strategico) che possano trovare la loro sostanza nella pianificazione territoriale di area vasta (PTCP) (Territoriale) ed esprimersi  a livello comunale nella utilizzazione coerente dei territori (Cogenza).
Ai PTCP (strumento di pianificazione territoriale di area vasta) debbono essere chiaramente attribuiti compiti in materia di localizzazione delle infrastrutture e delle strutture d'interesse sovracomunale, di pianificazione della messa in sicurezza dei territori (rischio idraulico, geomorfologico, sismico, ecc.), di pianificazione delle risorse (idriche, energetiche, ecc), di pianificazione del territorio rurale e di pianificazione paesaggistica (attuativa dei piani regionali).
Altro nodo fondamentale è la semplificazione delle procedure, riportando all'interno del PTCP i piani e programmi settoriali con l'obiettivo di migliorarne l'efficacia sul territorio e l'efficienza per la "Comunità Amministrata".
Dallo schema che pubblichiamo di seguito estratto dalla LR 65/2014 è possibile trarre l’evidente conclusione che la nuova legge regionale Toscana rilancia il ruolo dei PTCP , con una funzione prescrittiva per gli interventi di competenza provinciale e per il coordinamento delle politiche di settore,  ed un ritorno alla conformità al PTCP per gli interventi nel territorio rurale . Rimangono purtroppo inalterati i ruoli dei vari piani e programmi e le funzioni degli organismi pubblici separati (Autorità, Soprintendenze, ecc.). 
Altrettanto chiara è l'indicazione della Legge Regionale in merito alla pianificazione sovracomunale che obbliga di fatto ad un percorso di pianificazione strutturale concertata e condivisa fra i diversi soggetti a cui la nuova Provincia intende collaborare in modo fattivo e sostanziale. In questo senso già stiamo lavorando per condividere sempre più i quadri conoscitivi e per supportare i comuni nelle attività di pianificazione strutturale associata come previsto dalla normativa.
 
Rinaldo Vanni
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Pistoia Rivista 2015
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